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Panchina rossa - Santa Maria Goretti

Panchina rossa Santa Maria Goretti

Questa panchina rossa è il simbolo del femminicidio. Questo posto era occupato da una donna che non c’è più. Uccisa dalla violenza, ha lasciato un vuoto all’interno della comunità.

Data di Pubblicazione

01 gennaio 2024

Tipologia

News

Descrizione estesa

La panchina rossa

Questa panchina è stata realizzata dal Comune di Latina in occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE – 25 Novembre, in un luogo simbolico per la città, Piazza Santa Maria Goretti, patrona della Città di Latina e vittima di femminicidio.

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Il 1522 è un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero gratuito è attivo 24 h su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

L’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

La violenza contro donne e ragazze

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne il 17 dicembre 1999 attraverso la risoluzione 54/134.

La ricorrenza viene celebrata il 25 novembre di ogni anno. Questa data non è casuale, ma ricorda un brutale assassinio avvenuto nel 1960, nella Repubblica Dominicana, dove le tre sorelle Mirabal, considerate rivoluzionarie, vennero torturate e uccise.

La violenza contro donne e ragazze (VAWG) rappresenta una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, persistenti e devastanti che, ad oggi, non viene denunciata a causa dell’impunità, del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che la caratterizzano. Questo tipo di violenza può manifestarsi in modi diversi, ad esempio come violenza fisica, sessuale e psicologica, che comprende:

  • violenza del partner in situazioni di intimità (maltrattamenti, abusi psicologici, stupri coniugali, femminicidio)
  • violenza e molestie sessuali (stupro, atti sessuali forzati, avance sessuali indesiderate, abusi sessuali su minori, matrimonio forzato, molestie di strada, stalking, molestie informatiche)
  • traffico di esseri umani (schiavitù, sfruttamento sessuale)
  • mutilazione genitale femminile
  • matrimonio infantile

Secondo l’Articolo 1 della Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne, emanata dall’Assemblea Generale nel 1993, la violenza contro le donne è “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”.

Santa Maria Goretti, patrona della Città di Latina e vittima di femminicidio

Santa Maria Goretti

L’iniziativa di realizzare in questo luogo la panchina rossa con l’obiettivo di educare al rispetto per la parità e la prevenzione della violenza di genere è stata fortemente voluta dal sindaco Matilde Celentano e dalle consigliere comunali e si inserisce nel quadro del Protocollo d’intesa con il Comune di Nettuno, e della Mozione "Latina Città delle Donne".

Si è scelto di posizionare la panchina nella piazza antistante la Chiesa dedicata a Santa Maria Goretti simbolo di rispetto, giustizia e speranza per una società più solidale e attenta ai diritti delle persone, contro ogni forma di abuso e di violenza. Questo il messaggio che l’Amministrazione comunale di Latina si impegna a valorizzare attraverso la figura della patrona della città, e vittima di femminicidio.

Maria Goretti nacque a Corinaldo in provincia di Ancona il 16 ottobre 1890, primogenita di Luigi Goretti e Assunta Carlini, braccianti agricoli. La famiglia si trasferì nell'Agro Pontino, nel Lazio, alla ricerca di migliori opportunità di lavoro, affrontando anche le difficoltà di un territorio insidioso come quello malarico.

Il 5 luglio 1902 la giovane Maria fu vittima di una brutale aggressione da parte del vicino di casa, Alessandro Serenelli, che tentò di abusare sessualmente di lei. Durante l'attacco si oppose con forza per difendere la propria dignità e i suoi valori, ma fu colpita ripetutamente con un punteruolo, riportando gravi ferite che la portarono alla morte il 6 luglio, giorno in cui viene commemorata.

Prima di morire, espresse un gesto di perdono verso il suo aggressore, divenendo un simbolo di coraggio, forza interiore e speranza.

La casa del martirio di Maria Goretti si trova a Le Ferriere, all’epoca dei fatti Comune di Nettuno. Oggi è Santuario e meta di pellegrinaggio. Maria Goretti fu canonizzata il 24 giugno 1950 da Papa Pio XII e oggi rappresenta un esempio di resilienza, ispirando giovani e adulti a combattere ogni forma di violenza e a promuovere il rispetto e la dignità umana.

Il culto di Santa Maria Goretti è rappresentato dal simbolo del Giglio Rosso di Corinaldo.

Ultima modifica: venerdì, 07 marzo 2025

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